Nuova Industria 4.0 (iperammortamento) 2026–2028: come funziona e cosa fare
La Legge di Bilancio 2026 reintroduce l’iperammortamento per beni 4.0, fotovoltaico e accumulo. Aliquote, beni ammessi, vincoli, iter e consigli operativi.
Federico Rosa
1/2/20264 min read
Cosa introduce la Legge di Bilancio 2026 👉Testo della legge di bilancio (rif. art. 1 commi 427–436)
La Legge di Bilancio 2026 reintroduce un meccanismo “Industria 4.0” in forma di iperammortamento: non è un credito d’imposta, ma una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto ai fini di ammortamenti (o canoni di leasing).
In pratica: una quota di costo “extra” diventa deducibile, riducendo l’imponibile (IRES/IRPEF).
✔ Periodo di validità
Sono agevolabili gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
✔ Quanto vale: le maggiorazioni (per scaglioni)
La maggiorazione del costo di acquisizione è prevista per scaglioni:
Fino a 2,5 mln: maggiorazione +180%
Extra-deduzione = 1,80 × investimento
Risparmio fiscale totale (IRES) = 1,80 × 24% = 43,2% dell’investimento
Esempio: investimento 100.000 €
Extra-deduzione = 180.000 € → IRES risparmiata = 43.200 € (spalmata negli anni)Da 2,5 a 10 mln: maggiorazione +100%
Extra-deduzione = 1,00 × investimento
Risparmio fiscale totale (IRES) = 1,00 × 24% = 24% dell’investimento
Esempio: quota investimento 1.000.000 € in questo scaglione
Extra-deduzione = 1.000.000 € → IRES risparmiata = 240.000 €Da 10 a 20 mln: maggiorazione +50%
Extra-deduzione = 0,50 × investimento
Risparmio fiscale totale (IRES) = 0,50 × 24% = 12% dell’investimento
👉 Esempio: quota investimento 1.000.000 € in questo scaglione
Extra-deduzione = 500.000 € → IRES risparmiata = 120.000 €
✔ Quali beni rientrano (in sintesi)
La misura copre esclusivamente beni made in EU, quali:
beni materiali e immateriali “4.0” (nuovi) inclusi negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, con requisito di interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Di seguito si riportano alcuni esempi di beni strumentali agevolabili:
A) Macchine/impianti di produzione
Macchine utensili per asportazione (centri di lavoro, torni, ecc.).
Macchine a laser e altri processi a flusso di energia (plasma, waterjet, fascio elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici.
Macchine e impianti di trasformazione di materiali/materie prime.
Macchine per deformazione plastica.
Macchine per assemblaggio/giunzione/saldatura.
Confezionamento e imballaggio.
De-produzione/recupero (disassemblaggio, separazione, frantumazione, recupero chimico).
Robot e robot collaborativi, sistemi multi-robot.
Trattamenti/modifiche superficiali e funzionalizzazione superfici.
Manifattura additiva (additive manufacturing) in ambito industriale.
Movimentazione automatizzata: carico/scarico, pesatura/cernita, sollevamento/manipolazione, AGV, convogliamento, riconoscimento pezzi (RFID/visione).
Impianti tecnologici di reparto per condizioni ambientali/operative dei processi (HVAC, ventilazione, umidificazione/deumidificazione).
Magazzini automatizzati interconnessi ai gestionali di fabbrica.
Per questo gruppo la legge richiama anche le caratteristiche 4.0 (CNC/PLC, interconnessione, integrazione logistica, HMI, requisiti sicurezza; + “almeno due” caratteristiche cyber-fisiche).
B) Componentistica “4.0” per ammodernamento / revamping
Dispositivi/strumentazione/componentistica intelligente per integrazione, sensorizzazione, interconnessione e controllo automatico dei processi (es. inverter interconnessi, attuatori intelligenti, azionamenti rigenerativi).
C) Qualità, sostenibilità, controlli e ispezioni
Sistemi di misura e controllo qualità (es. CMM, sistemi in-process), prove/collaudi anche non distruttivi, tomografia ecc.
Sistemi di trattamento/recupero (acqua/aria/olio/polveri) integrati e con segnalazione efficienza/anomalie;
Sistemi basati su immagini + algoritmi/AI per rilevare non conformità.
D) Interazione uomo-macchina e sicurezza in logica 4.0
Postazioni/banchi ergonomici adattivi, esoscheletri, wearable, AR/VR/MR, HMI intelligenti.
E) Infrastrutture dati (IT/OT) ammesse come beni materiali 4.0
HPC / server GPU, edge computing industriale, storage enterprise per big data industriali. Legge di bilancio 2026
Connettività industriale: 5G privato, Wi-Fi industriale (6/6E/7), TSN/PTP, switch managed industriali, router/gateway per protocolli (OPC UA, MQTT, Modbus), backbone fibra.
Cybersecurity OT/IT: firewall industriali, IDS/IPS OT, segmentazione IEC 62443, backup/DR/continuità operativa (con esclusione esplicita di PC, notebook, stampanti “da ufficio”).
F) Beni immateriali 4.0 ammessi (Allegato V)
Progettazione/ingegneria prodotto e processo: CAD/CAE, simulazione, prototipazione, PLM/PDM/EDM, analytics.
Progettazione e riprogettazione sistemi produttivi (flussi materiali/informazioni).
Supporto decisionale su dati/immagini (anche cloud/edge) per qualità ed efficienza.
Gestione e coordinamento produzione e servizi: comunicazione intrafabbrica, SCADA, MES, CMMS, IoT/cloud.
Monitoraggio condizioni di lavoro macchine/impianti integrato ai sistemi di fabbrica/cloud.
AR/VR/MR/XR, reverse modeling/engineering.
Digital Twin / virtual industrialization.
Software per energia (EMS/microgrid, integrazione FER/accumuli, power quality, energy dashboard).
Software avanzati AI (generativa, agentic, MLOps, manutenzione predittiva, process mining).
Sostenibilità/ESG: carbon footprint, LCA, digital product passport, economia circolare/end-of-line.
Interoperabilità dati (data spaces, convergenza IT/OT) + low-code/no-code industriali.
beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (anche a distanza), inclusi sistemi di accumulo.
Nello specifico, per il solare sono agevolabili solo impianti con moduli FV di cui all’art. 12, comma 1, lettere b) e c) del DL 181/2023 (quindi non “qualsiasi pannello”).
✔ Vincoli e soggetti esclusi (da non sottovalutare)
Sono esclusi (tra gli altri) i soggetti in liquidazione, procedure concorsuali o con sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001. Per chi accede, la fruizione è subordinata al rispetto:
norme su sicurezza nei luoghi di lavoro;
regolarità contributiva.
✔ Cumulabilità: sì, ma con regole
La misura è cumulabile con altre agevolazioni nazionali/europee sugli stessi costi solo se:
non si finanziano le stesse quote di costo,
non si supera il costo complessivamente sostenuto.
Inoltre, la maggiorazione non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni sul credito d’imposta “Industria 4.0” richiamate dalla Legge di Bilancio 2025.
✔ Iter e adempimenti: entra in gioco il GSE
Per accedere bisogna trasmettere comunicazioni e certificazioni tramite una piattaforma del GSE, con modelli standardizzati. È previsto un decreto attuativo MIMIT/MEF (tempi rapidi sulla carta) che dettaglierà modalità e scadenze operative.
✔ Cessione/sostituzione dei beni
Se durante il periodo di fruizione il bene viene ceduto o destinato all’estero, la fruizione delle quote residue non viene meno se nello stesso periodo d’imposta l’impresa sostituisce il bene con uno nuovo con caratteristiche analoghe o superiori (con regola di rimodulazione se il sostitutivo costa meno).
✔Cosa conviene fare adesso
Verificare se il bene rientra negli allegati IV/V e se l’investimento può rispettare l’interconnessione.
Impostare fin da subito: architettura dati, scambio bidirezionale, tracciabilità.
Pianificare il timing: ordini, consegna, entrata in funzione e interconnessione.
Tenere monitorata l’uscita del decreto attuativo (sarà quello che “accende l’interruttore” operativo).
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